Giovani: culture fluide

Le culture dei giovani non sono fisse e non si affidano a schemi tradizionali.

Fluidità basata sull’esperienza è il carattere con il quale i processi di socializzazione fanno i conti.

In uno studio sulle culture dei giovani di Roma 3 si delineano i tratti di una socializzazione in progres che si costruisce

attraverso episodi e incontri senza dare molta importanza alle istituzioni. In assenza di orientamenti l’esperienza personale e le relazioni assumono un peso deteminante nella costruzione di un’identità sociale.

Lo dimostrano

  • la loro ricerca di amicizie esigenti;
  • l’atteggiamento verso la diversità regolato sulla pratica
  • la curiosità verso l’immigrato o il credente di un’altra religione
  • e per chi è credente una religiosità strettamente legata alle persone o agli eventi significativi per la propria vita.

Sono tutti elementi emersi dalle interviste realizzate e indicano proprio questa fluidità con la quale chi ha a cuore l’educazione delle giovani generazioni dovrebbe tenere in considerazione.

Le loro esperienze di socializzazione sono magmatiche ricorda l’immagine della lava che scende a valle. Tutto quello che avviene lì dentro diventa miscuglio si fonde è difficile distinguerlo.

Ps. questo Post riprende un mio saggio su Le  culture giovanili tra gli studenti di Roma Tre, pubblicata in Rassegna di Servizio Sociale, n. 2-3 2009.

L’immagine è tratta da qui

Cittadini con personalità

L’esercizio della cittadinanza richiede una partecipazione responsabile, ma è altrettanto necessario essere aperti al dialogo.

Vi propongo la definizione di personalità democratica attribuita a Karl Mannheim, tratta da un testo di C.C. Canta

è quella che è disponibile ad accettare il punto di vista altrui, affrontando il disaccordo perché sa che la verità non sta tutta intera da una parte sola,

quella che è disponibile al cambiamento e alla critica, è pronta a trasformare continuamente le sue categorie mentali,

è quella che non teme la perdita del proprio status perché non si identifica con nessuna forma definitiva di individualità,

è quella che non ha credenze, valori o modelli stabiliti, perché è relativamente sradicata da ogni ideologia e da ogni gruppo.

 

La personalità democratica diventa presupposto al dialogo in uno spazio di laicità

Ricostruire la società

Cambiare le ruote di un treno in corsa

Per Karl Mannheim è arduo ricostruire la società è come: “cambiare le ruote di un treno in corsa”.

Leggendo Ricostruire la società. Teoria del mutamento sociale in Karl Mannheim di C. C. Canta si scopre l’attualità di un autore che, al termine della Seconda Guerra mondiale, si interroga sul futuro delle società europee dilaniate dal conflitto.

La sua proposta è una Terza via, al termine della Seconda Guerra Mondiale, molto prima di Tony Blair.

L’idea è la pianificazione della democrazia per la libertà per evitare i totalitarismi e il liberismo assoluto.

Nella terza via è presente l’attenzione alla sussidiarietà, perché si propone uno sviluppo equilibrato che si basa sul consenso e la collaborazione dei gruppi intermedi della società.

Alla politica spetterebbe il compito di «trovare una forma di pianificazione che consenta il massimo di libertà e autodeterminazione e sia aperta a ogni forma di sperimentazione».

Dal volume si ricavano due sfide:

  • Conciliare la libertà con la pianificazione: il nesso si trova nella democrazia

La pianificazione sarà “la regolamentazione programmata e intelligente di nuovi obiettivi o istituti deliberatamente creati dall’uomo. Deve essere un fatto pubblico partecipato dai cittadini”

  • Formare alla personalità democratica: promovendo un’educazione che renda gli uomini e le donne più consapevoli e aperti a nuovi orizzonti.

Sull’argomento ho pubblicato un saggio per Rassegna di Servizio Sociale, il n. 4 del 2008.

La menzogna nell’idea

Siamo sempre alla ricerca di verità nelle idee nostre e in quelle degli altri.

Dovremmo avere la sagezza di non rimanere imprigionati nel loro caratere relativo.

Quando ci poniamo su questa strada, bisogna lavorare di setaccio e mantenere solo l’essenziale, lasciando cadere le menzogne.

In ideologia e utopia, Karl Mannheim distingue la sua “ideologia particolare”:

«Quando con essa si intende rappresentare uno stato di dubbio o di scetticismo sulle idee avanzate dal nostro avversario. Esse sono allora considerate come delle contraffazioni più o meno deliberate di una situazione reale, all’esatta conoscenza della quale contrasterebbero i suoi interessi particolari.

Queste deformazioni si manifestano in ogni modo, sotto forma di menzogne consapevoli o semi coscienti, di ingani calcolati verso altri o di autoillusioni»

Sono cinque righe. Mi comunicano:

  1. Mannheim intende ideologia come tecnica di approfondimento di un’idea
  2. Si utilizza per rendere trasparente il suo contenuto e smascherare le contraffazioni
  3. Le idee hanno più contenuti di quelli che controlliamo direttamente

Accettare la menzogna nelle nostre idee significa ridimensionarle, renderle relative e per questo umanizzarle.

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